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ABOUT ME

DAL BUIO ALLA LUCE

 

Nella vita ci sono momenti veramente difficili . Ricordo che ho provato intensamente la sensazione di essere solo, di essere perso.

Si. Tutto finito. Nessun motivo per andare avanti.

Poi ha preso il sopravvento questo pensiero:

Ho un figlio

Da quel giorno ho capito che tutte le prove che la vita ci pone, sono oppurtunità per diventare sempre più forti.

Cosa mi ha segnato più di tutto?

Il tradimento delle persone di cui mi fidavo ciecamente. Loro mi hanno fatto ricostruire quei muri che avevo buttato giù, i muri della diffidenza.

Cosa mi ha lasciato un segno indelebile?

Conoscere Alice, una persona che con me ha una pazienza infinita.

Lei mi ha lasciato dentro uno dei più grandi segni indelebili e mi ha dato una figlia : Asia.

Cosa mi ha cambiato di più?

A cambiarmi davvero è stato fermarmi.

Sì, nel vero senso della parola: fermarmi e osservare il mio percorso di vita, un cammino colmo di tradimenti fatti e subiti, un cammino fatto di pochi momenti di gioia e molti momenti tristi pieni di dolore.

Il cammino di un uomo deve servire per capire, deve servire per correggere gli sbagli.

Se cadendo mi sono rialzato è stato grazie alla forza racchiusa dentro un solo pensiero:

Luca, mio figlio.

Rialzarsi è già nell’istinto dell’essere umano, solo ci sono motivi validi o non abbastanza validi per farlo.

Sei Tu a scegliere.

Ci fu una volta in cui crollai ginocchia a terra.

Da troppo tempo combattevo, ma non sapevo contro chi…oggi so che stavo combattendo contro me stesso, il mio peggior nemico.

Da allora ho smesso di combattere e ho preso in mano le mie redini.

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IL PICCOLO ORSO

Nasco come Marco Vignali, a Pistoia, il 10 Aprile dell’anno 1967,

in mezzo alle colline di campagna dove da piccolo con i miei amici mi diletto ad andare a raccogliere le ciliegie all’insaputa dei contadini e a costruire motori con manici di scopa, mollette per i panni e nastro adesivo. Avevamo molta fantasia.

Frequento prima l’asilo e poi le scuole elementari, che raggiungo camminando tutti i giorni per tre chilometri.

Concludo la classe terza media “a forza di calci nel culo”.

Al termine dell’esame i professori dicono di promuovermi solo se prometto di andare a lavorare. Questo la dice lunga.

Non ero fatto per la scuola, per me era solo una perdita di tempo. Non lo è in senso oggettivo: studiare è importante e va fatto.

Solo c’é anche chi non è portato a studiare seguendo le modalità tradizionali che impone la scuola, e facendolo perde solo tempo.

Non tutti sono fatti per studiare e non tutti sono fatti per lavorare fin da subito.

Sono il più “vecchio” della famiglia e cresco con due fratelli e una sorella più piccoli.

Inizio a lavorare già all’età di dieci anni, passo molto tempo con mio padre, vado con lui a caccia e a pesca, oggi non vado più, oggi non mi sento più di farlo.
Oggi faccio solo quello che sento di fare nell’istante in cui lo sento, senza pensarci un’attimo.

 

C’è sempre un tempo per tutto e c’è un tempo anche per capire.

All’epoca imparo a saldare con gli elettrodi e finisco per passare un giorno intero con le patate sugli occhi e la spiacevole sensazione di avere degli aghi piantati dentro.

Ma tutto serve, tutto un giorno puo’ dimostrarsi utile.

 

Mi piace accompagnare mio padre nel bosco mentre taglia le piante, ricordo di una volta in cui ne ho presa una in testa….particolarmente doloroso.

Oggi mi spiego il perché di molte cose!

I CAVALLI CHI SONO?

Entro nel mondo equestre tradizionale nell’anno 1995.

Non so nulla sui cavalli e non ne ho neppure mai montato uno.

Fu Shary, la mia prima cavalla, ad iniziare a farmi capire come trattare questi animali.

Ho detto iniziare! Di lì a sapere come trattarli nel modo migliore, la strada é molto lunga. Sono passati 20 anni e ho ancora moltissimo da imparare, ma non ho fretta, ho ancora molto tempo! Questo è solo l’inizio!

 

Il mio secondo cavallo è un puro sangue arabo grigio di nome Karnawal II. Lo faccio domare “all’americana” solo perché mi piace il termine non sapendo nemmeno cosa voglia dire!

Io inesperto e autodidatta: quanti errori! Una miriade!

 

Nell’anno 2003 mi decido a prendere qualche lezione e mi viene consigliato un Istruttore di Firenze: Alessandro Filippini, grande Istruttore! Il migliore per me.

Quando divenni Guida Equestre mi disse:

Marco, ricorda che in questo mondo manca la professionalità e se vuoi fare la differenza fai tua questa qualità

Sei anni dopo le stesse identiche parole mi vennero ripetute da Enrico Bersellini, il mio secondo padre, un uomo incredibile.

Fondo successivamente una A.S.D. dedicata a mio figlio “Club Ippico Luca Ranch” dove inizio a fare lezioni, trekking, corsi, feste e comincio a tenere cavalli in pensione.

Inizio anche a domare (presuntuoso!) e domo con la forza, con tecniche insegnatemi da “uomini di cavalli”.

Non ero però molto convinto di quello che facevo. C’era qualcosa che non andava.

Qualcosa? Tutto non andava!

Nell’anno 2005 conosco il mondo “naturale”,

in un anno divento Istruttore del programma che mi ha fatto entrare in questo mondo, inizio a girare l’Italia, a lavorare cavalli, a fare dimostrazioni gratuite e comincio a tenere corsi base.

Continuo per tutto il 2007 e dopo un anno ho in Italia oltre 150 allievi.

Nel 2008 inizio a farmi qualche domanda sull’atteggiamento da tenere e su quello dei cavalli.

Le tecniche funzionavano, i risultati c’erano, ma l’atteggiamento dei cavalli nei nostri confronti non mi piaceva.

 

Mi documentai sugli Horseman ed è allora che vengo a conoscenza di due stili diversi di comunicazione, entrambi usati dai cavalli e studiati dagli etologi:

 

“Leader imposto” e “Leader eletto o scelto”.

Mio nonno diceva che la vita è solo una questione di scelte e minimo ce ne sono sempre due.

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COME SI DIVENTA LEADER SCELTO?

Inizio a cercare prima in Italia e poi in Europa se qualcuno può rispondermi.

Nulla.

Così provo a modificare leggermente le tecniche che mi sono state insegnate, ma niente, modificarle leggermente non era abbastanza. Un giorno ho dovuto azzerare tutto e ripartire.

 

Sempre nell’anno 2008 sono il fondatore, insieme a un’altra persona, dei programmi Scuola Italiana di Horsemanship ed “Equilogika addestramento binomi equestri di E.N.G.E.A”.

I numeri: oltre 90 tecnici di equitazione formati, di cui guide equestri ambientali e guide equestri ambientali superiori, istruttori di primo livello, addestratori e istruttori horseman.

Oltre 400 corsi svolti, innumerevoli i cavalli lavorati come gli allievi a cui ho fatto lezione.

LA NUOVA SCUOLA:IL PRIMO PROGRAMMA IN EUROPA PER COMUNICARE CON IL TUO CAVALLO DA LEADER SCELTO

Nel 2010 riparto di nuovo da zero, con la persona con cui ho fondato la  scuola italianana di horsemanship non vado più d’accordo: obbiettivi e priorità diverse. La scuola italiana di horsemanship, per gli accordi presi deve chiudere, ma come spesso succede, gli accordi non vengono rispettati. Allora decido di fondare una Scuola che insegni agli esseri umani a comunicare con i cavalli per mezzo delle tecniche da leader scelto: la “Scuola Italiana di Horseman”.

 

Ma non mi basta.

Voglio che la mia Scuola abbia un programma completo che insegni tutto in capezza da Horseman, dalle cose più semplici a quelle più complesse come la riunione, il lavoro su due piste e tanto altro ancora.

Un programma che parte da zero fino ad arrivare al lavoro in completa libertà.

Oggi si tratta dell’unico programma in Europa che applica e insegna lo stile di comunicazione del leader eletto o scelto.

La Scuola Italiana di Horseman è una Scuola di COMUNICAZIONE.

I miei Istruttori non sono solo Istruttori di equitazione, ma prima di tutto sono Istruttori di comunicazione, Istruttori che insegnano le 7 qualità che secondo me un horseman deve avere.

 

Dal 2007 inizio a partecipare con clinic, dimostrazioni e spettacoli alle seguenti fiere equestri:

 

Malpensa Cavalli,

Salone del Cavallo Americano,

Fiera Cavalli Verona,

Cavalli a Milano,

Sardegna Cavalli,

Roma Cavalli.

 

Ad Aprile 2011 vengo contattato dalla redazione della Rai per un servizio sui sussurratori che va in onda il primo gennaio del 2012 nel programma A come Avventura.

 

Nell’anno 2012 mi viene chiesto di fare lezione agli alunni del primo anno superiore dell’Istituto Tecnico Agrario Superiore U. Ciancarelli di Rieti.

Le lezioni sono teorico-pratiche e riguardano l’etologia applicata al cavallo.

 

Dopo il responso più che positivo dei professori dell’Istituto, gli stessi mi propongono di fare un ulteriore incontro all’interno della Scuola, con lezione in aula e pratica con un puledro in ambiente esterno.

 

Conseguo i brevetti di:

 

GUIDA EQUESTRE AMBIENTALE ENGEA

TECNICO D’ISTRUZIONE EQUITURIST ENGEA

ISTRUTTORE PONY PRIMO GRADO ENGEA

ISTRUTTORE FORMATORE TERZO LIVELLO EQUILOGIKA ENGEA

 

Oggi opero come libero professionista nel mondo dell’equitazione,  Presidente della SIH, svolgo corsi,  lezioni  e lavoro cavalli in tutta Europa.

 

Lavorare i cavalli non è particolarmente difficile, sono esseri facili da addomesticare, gli si può insegnare tutto e il contrario di tutto. Ognuno può insegnargli il proprio codice.

 

In questi anni ho lavorato moltissimi cavalli con diverse tipologie di problemi, ognuno di loro con il proprio carattere che non è mai stato modificato.

 

Io ho modificato il loro atteggiamento, ma mai il carattere. Questo devono mantenerlo.

Ho lavorato molti cavalli facili, ma ho avuto anche a che fare con molti cavalli difficili. Alcuni molto pericolosi.

Eppure, con più o meno tempo abbiamo sempre trovato un punto d’incontro per convivere serenamente.

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IL VECCHIO ORSO

Oggi dico quello che sento, quello che sento dentro, nell’istante in cui lo sento.

 

So di essere presuntuoso, egoista, egocentrico, determinato, anzi molto determinato e sicuro di me.

 

Oggi il mio soprannome è “Vecchio Orso”

 

perché molti anni fa  rispondevo un po’ come un orso: duro, rigido, amavo la caccia e soprattutto non uscivo. Volevo dormire presto e alzarmi all’alba intorno alle cinque e trenta del mattino.

 

E da lì molti continuano a chiamarmi “Vecchio orso”.

 

La mia sconfitta più grande era quella di non essere riuscito ad avere una famiglia come avrei voluto, oggi quella famiglia c’è ed’è composta da 8 persone speciali.

Sognavo la mia casetta in campagna, con i miei figli e il mio orticello e oggi quel sogno si è realizzato.

Oggi non sono quello che volevo essere ma sono quello che sono.

E rifarei tutto quello che ho fatto compresi i grossi errori, altrimenti non sarei ciò che oggi sono. Io voglio essere io.

 

Luca racchiude ciò che volevo essere: onesto, sincero, leale, preciso, bello.

 

Per me oggi l’Amore non esiste.

Io credevo nell’Amore, poi ho compreso che Esso è un qualcosa che non sai quando arriva e non sai quando parte, quindi può arrecarti dolore e non è cosa buona, da quando ho deciso di volermi bene penso a vivere l’istante.

Credo invece nella lealtà, che è sincerità.

Se sei leale sai sempre come salutare qualcuno, senza per questo sputare nel piatto da cui hai mangiato fino a quel momento.

Il mio consiglio?

sii sempre onesto. Con Te stesso e con chi Ti circonda.

 

Per me la famiglia si fonda su rispetto, fiducia e sensibilità.

Paolo e Sabrina, Stefano e Beatrice e tutti quelli più vicini a me  credo lo sappiano.

 

Chi mi conosce da più tempo sostiene che sono cambiato,

molte persone che incontro per la prima volta mi chiedono come i cavalli mi hanno potuto trasformare così radicalmente.

 

Oggi Ti rivelo che attraverso i cavalli ho trovato più serenità, più tranquillità, più pazienza.

Maggiore tenacia e costanza per tutte le volte che sono caduto.

Più controllo dello stato emozionale.

Sono diventato più sensibile e più insensibile allo stesso tempo.

Sono più fedele a me stesso. Più fermo sui miei principi.

 

Non credo più alle favole, credo a ciò che tocco con mano, a ciò che vedo, un po’ come un cavallo, con l’unica differenza che se un cavallo perdona ma non dimentica, io non perdono e non dimentico.

E non è vero che se non perdoni stai male. Io sto benissimo.

Ognuno di noi ha quello che si merita nel bene e nel male. Non sta a me decidere cosa una persona si merita. E’ solo questione di tempo, e io ho sviluppato davvero tanta pazienza.

 

Ho visto il miracolo della vita e il regalo più grande quando è nato Luca e tra poco arriva Asia un’ altro miracolo e un’altro regalo.

 

Sono molti gli esseri che stimo e ammiro, e dico “esseri” perché non si tratta solo  di persone umane.

 

Tra questi ci sono Sonia, Letizia e Marika, perchè non sono vere, non sono di questo pianeta. Sento la loro bontà e la loro bellezza. La bellezza è quella cosa a cui non c’é bisogno di togliere o aggiungere nulla.

E’ chiaramente soggettiva, come tutto nella vita.

 

Sì.

Tutto è soggettivo. Anche la mancanza di rispetto o la lealtà per qualcuno ha dei parametri che per qualcun’altro sono diversi. Non tutti possono pensarla allo stesso modo.

 

Oggi non ho più voglia di discutere, di litigare.

Non mi interessa più sapere il perché delle cose, perché ad esempio qualcuno si è comportato male con me.

A cosa serve? A capire cosa? E dopo che hai capito? Puoi cambiare le cose?

No.

Allora per me è perder tempo.

 

Un grand’uomo, Osho, parla di questo. Non ho il tempo necessario per leggere i suoi libri, ma leggo spesso alcune sue frasi e, a parer mio, dice tante cose giuste.

Penso sia stato un uomo anni luce avanti agli altri.

Qual’é oggi la mia direzione?

La mia direzione oggi è preparare la strada a Luca.

Ricordo molto spesso ai miei allievi la frase del grande artista marziale Bruce Lee:

Usa il non metodo come metodo avendo l’assenza di limiti come limite

Arriverà per forza un giorno in cui il nostro metodo fallirà di fronte ad un cavallo, anche fosse uno solo.

Questo perché in verità ogni metodo ha un limite e ci sarà un momento in cui ci vedremo obbligati a superarlo e modificarlo.

Ecco perché insisto nel fare come l’acqua quando si adatta a qualsiasi superficie.

E’ necessario modellarsi e adeguarsi all’atteggiamento di un cavallo proprio come l’acqua fa attraversando il bosco.

Il miglior horseman è colui che impiega il minor tempo possibile per comprendere cosa fare con il cavallo che ha di fronte.

 

Ricorda: nella lentezza c’é la comprensione.

Con i cavalli bisogna prima arrivare al cuore, poi alla mente, in fine al corpo.

Ma sopratutto ricordaTi di RESPIRARE.

Cresciamo disabituandoci a rimanere coscienti del nostro respiro, che invece è fondamentale per gestire il nostro stato emozionale e il nostro corpo, ed è una delle prime cose che i cavalli percepiscono.

Ecco perché oggi respiro più lentamente e più profondamente.

Il segreto della vita è respirare.